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Galasport Manic Elite Carbon

Galasport Manic Elite Carbon published on

csm_Gala-Manic-Elite-Carbon-Mototorque-PAGAIE-TORRENTE-6421_4cff82e72b di Paolo Santonè

E’ la pagaia da torrente top di gamma della casa Ceca, di derivazione agonistica, è utilizzata da molti top paddlers, proprio per le sue prestazioni, che sono quanto di più vicino ad una pagaia da slalom si può trovare tra gli attrezzi da creek.

Forse basterebbe dire che è la pagaia adottata da entrambi i fratelli Serrasolses, per ingolosire molti, ma questo attrezzo merita senz’altro qualche parola in più.
Di decisa derivazione agonistica, già a prima vista rivela forti somiglianze con gli attrezzi da slalom, nella forma e nel profilo della pala. Ma ciò che sicuramente caratterizza maggiormente questa pagaia è il deciso anticipo del cucchiaio, che permette un attacco della passata molto avanzato e una grande resa nella trazione.
Questa caratteristica, a mio avviso assai pregevole, comporta anche un “effetto collaterale” che richiede un certo periodo di adattamento, e che molti non gradiscono: per via del forte sbalzo in avanti delle pale rispetto al manico, la pagaia tende a ruotare in mano, quando si tiene la pagaia orizzontale fuori dall’acqua. In pratica, a causa del peso fuori asse, le pale tendono a disporsi con il dorso rivolto verso il basso. Questa caratteristica è sgradita soprattutto a chi è abituato ad una presa digitale piuttosto aperta, perché nella fase aerea è necessario tenere la pagaia saldamente, con almeno una mano.
Se però si riesce a superare il primo momento di disagio, si scopre con l’uso, che questo problema è reso veniale dagli enormi pregi che questo attrezzo dimostra quando si riesce a prendere dimestichezza.
Fin dal momento in cui daremo le prime pagaiate ci accorgeremo che questa tendenza a ruotare sull’asse, si manifesta solo quando la pala è fuori dall’acqua e scompare nel momento in cui la immergiamo ed esercitiamo una trazione su di essa. Allora potremo tornare alla presa digitale, poiché la pala si orienta da sola in posizione perpendicolare alla trazione ed ha una presa ed una stabilità senza uguali tra le pale da torrente che ho provato. Questa eccezionale stabilità, unita all’area di oltre 700 cm2 della pala, garantisce colpi di grande efficacia e senza quelle critiche esitazioni che possono derivare dall’uso di pagaie meno stabili, specie in situazioni di acqua turbolenta. Che stiate dando il colpo-spinta sul bordo di un drop, agganciando una micro morta, o lottando su una turbolenza, questa pagaia vi darà sempre modo di utilizzarne tutta la spinta.

Ho voluto testare per diversi mesi questo attrezzo, nelle condizioni più disparate, dal fiume di volume, al creek alpino tecnico, prima di decidermi a scriverne la recensione, e posso affermare, che dopo le prime discese di adattamento, ho iniziato ad apprezzarlo tantissimo, tanto che è diventato il mio preferito. Mai un tremolio, mai una fluttuazione, colpi precisi ed efficaci in qualunque condizione: acqua verde, aerata, ribollimenti…

Le pale sono di tipo foam core, con una elevata spinta di galleggiamento. La forma è di tipo kinetic. Il dorso piuttosto bombato, con una larga costolatura. Il cucchiaio presenta una leggera nervatura smussata, che contribuisce a irrigidire e stabilizzare maggiormente l’attrezzo; più pronunciata verso il manico, mentre va a morire verso l’estremità.

Sono disponibili sia le sole pale, che possono essere assemblate con la maggior parte dei manici Gala, a un prezzo che, si aggira intorno ai 270/280 euro, a seconda del manico scelto, sia la versione MCQ in cui le pale sono tutt’uno con le due metà del manico, all carbon, dritto o ergo. Questa seconda soluzione rappresenta il top di gamma, il peso è un po’ più contenuto e il prezzo maggiore di un centinaio di euro. Personalmente ho scelto la prima soluzione, non tanto per il risparmio, ma perché le versioni MCQ avendo il manico in carbonio sono molto rigide, e con i miei problemi di spalle preferisco un attrezzo leggermente più morbido.
Le pale non sono leggerissime (mediamente la pagaia assemblata pesa intorno a 1 kg, + o – a seconda del manico scelto) ma questo va a tutto vantaggio della robustezza. Le pale infatti sono rinforzate, rispetto alle versioni da slalom, e la metà inferiore ha una protezione in resina che ne limita il consumo. Forse non raggiungono la robustezza proverbiale della Werner Shogun o della AT2, ma mi sembrano comunque belle toste.

Va inoltre detto che le pale sono lunghe 50 cm, più della maggior parte delle pale da torrente, e anche di questo si dovrà tenere conto nella scelta della lunghezza dell’attrezzo. Le pale di una Werner Powerhouse, ad esempio, sono lunghe 47 cm, quindi a parità di lunghezza della pagaia, con la Manic avremo un manico più corto di 6 cm, oppure, a parità di lunghezza del manico, un attrezzo più lungo di 6 cm.

In conclusione si tratta, a mio parere, di una pagaia davvero valida e con un ottimo rapporto qualità prezzo, che richiede una cerca sensibilità ed un periodo di adattamento; un attrezzo forse non per tutti, ma che darà grandi soddisfazioni ai paddlers evoluti.

Mi piace di più Mi piace meno
  • Presa in acqua
  • Stabilità
  • Robustezza
  • Rapporto qualità-prezzo
  • Tendenza a ruotare in fase aerea
  • Peso (nella versione pale/manico separati)

Le pagaie Galasport sono distribuite in Italia da Ozone

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