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Waka OG, prime impressioni

Waka OG, prime impressioni published on

waka-ogdi Paolo Santoné
Il nuovo full creeker del brand kiwi, sempre stampato in Italia dalla EuroTank Nord, piacerà molto ai fan della Tuna 1, infatti è molto più simile a quest’ultima che alla Tuna 2. Del primo modello riprende in particolare lo sbalzo della punta, il volume molto generoso e le caratteristiche del rocker.

Ma esaminiamolo nei particolari. Lo stampo è stato molto curato: la superficie del kayak ha un aspetto opaco, con inserti lucidi, molto gradevole nell’aspetto; tende però a trattenere lo sporco, questo potrebbe essere un cruccio per i “precisini”, che vogliono avere lo scafo sempre pulito e brillante.
Il fondo è decisamente planante con rails più marcati dei modelli precedenti (Tuna 2 e Gangsta), già dalla zona anteriore. Punta e coda sono molto alte e voluminose, specialmente la punta, che ha uno sbalzo decisamente importante in stile Tuna 1. Il rocker è a fasi: progressivo in punta, pianeggiante la parte centrale, elevato ma lineare in coda, in controtendenza rispetto a tutte le altre case, che al momento optano per rocker continui. La maniglia anteriore è stata arretrata e girata in direzione longitudinale, ma risulta meno comoda nelle operazioni di carico e scarico e trasporto rispetto a Tuna 2 e Gangsta. Inoltre i progettisti hanno voluto dare dinamicità al disegno creando una forma a freccia smussata nell’incavo per la mano, ma lo spazio non è sufficiente, soprattutto sotto quella posteriore, e le nocche toccano contro la coperta. Anche le maniglie dietro al pozzetto sono state spostate, e gli scassi ridisegnati con una forma sinuosa. Anche in questo caso però il risultato non è all’altezza dei modelli precedenti: lo spazio dello scasso non è sufficiente e la posizione è tale che può capitare di urtare le maniglie con i gomiti; per questo motivo le maniglie rigide sono state sostituite, solo dietro al pozzetto, con quelle morbide adottate sulla Tuna 1, meno attuali e non adatte con funzione antifurto (si possono infatti tagliare). Davvero un peccato, su uno stampo tanto curato, sviste di questo genere. Va inoltre segnalato che le maniglie a barretta in alluminio sono state sostituite da barrette quasi identiche ma in materiale plastico, decisamente più economiche, ma che non hanno le medesime caratteristiche di tenuta al carico.

L’interno è piuttosto essenziale, come i modelli precedenti, ma l’impostazione è ottima. Anche per una persona di corporatura piuttosto esile, come il sottoscritto (ca. 170cm x 68kg), è immediatamente confortevole e si trovano subito i giusti punti di contatto. Il premicosce è ricavato dallo stampo del pozzetto, molto avvolgente ed efficace, può essere sagomato, riducendolo, da chi avesse difficoltà ad uscire dallo scafo. Il puntapiedi è lo stesso di Tuna 2 e Gangsta, molto verticale; personalmente non mi dispiace, ma non tutti lo apprezzano. Schienale e imbottiture del sedile (mutuate dalla linea Dragorossi) non cambiano, e sono di buona qualità. Appare decisamente inadeguato invece il sistema di fissaggio dello schienale, trattenuto solo da una piccola fibbia di materiale plastico, inesorabilmente destinata ad avere vita breve. Buona la regolazione, grazie ai classici cricchetti a scatto. Di scarsa qualità l’espanso impiegato per i longheroni. Personalmente faccio fatica a comprendere come possano i progettisti di un marchio tanto cool, che sfornano modelli così performanti, inciampare poi su particolari tanto banali. Sono, è vero, difetti veniali, ma proprio per questo basterebbe poco a evitarli.
Il pozzetto è di dimensioni generose e accoglie bene il paraspruzzi (big hole). Il peso è molto buono per un kayak di queste dimensioni, e si colloca tra quelli più leggeri in questa categoria, grazie all’impostazione essenziale, ma ripeto, molto valida.

Viste le temperature rigide e la scarsità d’acqua a portata di mano, mi sono dovuto, per il momento, accontentare di provare il kayak sul canale di Ivrea. Va detto che il mio peso e la mia corporatura non sono adeguati a questo scafo, che vedo bene per canoisti sopra i 75 kg. Anche se la casa la consiglia per un range dai 65 ai 110 kg, a mio avviso, per corporature come la mia questo kayak è troppo grande, anche se si lascia portare comunque bene.
La stabilità primaria è eccezionale, data la larghezza assai generosa e il fondo piatto, ma anche la stabilità secondaria è davvero ottima, grazie al disegno progressivo del fianco. La velocità assoluta non è elevatissima, rispetto alle 9 piedi (alla OG mancano una decina di cm. per raggiungere tale misura), ma l’accelerazione è ottima, e bastano un paio di colpi per lanciare la barca. D’altronde non è un kayak concepito per le gare, ma per imprese impossibili. Sotto il 4° grado infatti è tutto 1°. Lo scafo gira molto facilmente, sia ad assetto piatto sia inclinato. Anche le correzioni su una linea già impostata sono sempre agevoli, anzi, data l’estrema facilità di rotazione, bisogna fare attenzione a non uscire di linea senza volerlo. Nei dislivelli, grazie al grande rocker progressivo della punta e all’elevato sbalzo di coda, è facile planare senza bagnarsi nemmeno la faccia. Nei drop più elevati, o quando per un errore di conduzione o velocità insufficiente non si riesca a boofare, basterà il grande sbalzo della punta per trasformare, all’atterraggio, la spinta verticale in accelerazione orizzontale. Ho provato di proposito a sbagliare l’angolo o entrare molle nei dislivelli della seconda parte del canale e non sono riuscito comunque mai a mettere in crisi questo kayak. La contropartita è che, sui percorsi di 3°-4° grado, quelli cioè frequentati dalla maggior parte dei canoisti, la barca spiana tutte le difficoltà. Ma se siete intorno agli 80kg e cercate un kayak per affrontare difficoltà estreme, la OG è sicuramente al top.
In conclusione questo scafo può essere considerato un’evoluzione spinta della Tuna 1, di cui conserva e affina molte caratteristiche, pesando però circa 2 kg. in meno.

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  • Impostazione interna
  • Peso
  • Stabilità
  • Boof
  • Comportamento su acqua difficile
  • Fibbia del poggiaschiena
  • Posizione e fruibilità delle maniglie
  • Espanso dei longheroni

Un ringraziamento a Waka Kayaks ed EuroTank Nord.

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